Giuliana Triscari e “Un po’ Monet”: l’inno pop che nasce a Messina e parla al cuore

Giuliana Triscari

C’è una nuova voce che si sta facendo spazio nel panorama musicale italiano, e arriva direttamente da Messina. Si chiama Giuliana Triscari, è una cantautrice, vocal coach e performer che con il suo nuovo singolo Un po’ Monet ha saputo mescolare la delicatezza dell’arte con la forza della rinascita personale. In un brano che unisce pop elettronico e atmosfere sognanti, Giuliana racconta una storia intima e potente, fatta di consapevolezza, libertà ritrovata e desiderio di ballare sulle ceneri di ciò che non serve più.

Lanciato ufficialmente il 20 giugno 2025 e prodotto da un team d’eccellenza, Un po’ Monet non è solo una canzone: è un messaggio universale nato da una storia personale, un’opera pop che vibra tra suono e colore, tra corpo e mente. E tutto parte da qui, dalla Sicilia, da una ragazza che ha scelto di trasformare il dolore in arte.

Un debutto che lascia il segno: tra arte, musica e rinascita

Il 20 giugno 2025 è una data importante per la scena musicale messinese: segna infatti l’uscita ufficiale di Un po’ Monet, il nuovo singolo di Giuliana Triscari, pubblicato da Joseba Publishing e distribuito da Virgin Music Group. Non si tratta solo di un brano, ma di un vero e proprio progetto artistico multidisciplinare che unisce musica, pittura e partecipazione collettiva.

A dare il via alla promozione è stato un evento di lancio dal vivo nella città di Messina, in un locale trasformato per l’occasione in uno spazio esperienziale. Durante la serata, Giuliana ha coinvolto il pubblico in un esperimento artistico collettivo: ognuno era invitato a scrivere su una tela parole legate ai temi centrali del brano — libertà, dignità, coraggio, resilienza — creando un’opera viva, corale e in continua trasformazione. Il tutto sulle note del singolo, in un’atmosfera sospesa tra performance e intimità emozionale.
«Un piccolo capolavoro, di grande intensità emotiva e interpretativa», scrive Infomessina nel suo articolo dedicato all’evento, sottolineando come la serata abbia messo in risalto non solo la voce, ma la visione artistica dell’autrice.

Con Un po’ Monet, Giuliana si è presentata al pubblico non come semplice cantante, ma come artista completa, capace di dare forma a un racconto personale e trasformarlo in un momento collettivo.

Dalle aule universitarie ai palchi: chi è Giuliana Triscari

Nata a Messina nel 1998, Giuliana Triscari è una cantautrice e performer con un percorso formativo e artistico fuori dagli schemi. Dopo il diploma, si trasferisce a Roma per studiare alla Sapienza, e poi prosegue a Milano, dove frequenta l’Università IULM, approfondendo comunicazione e linguaggi contemporanei. Una formazione trasversale, che si riflette oggi nella sua visione artistica e nella capacità di fondere suoni, parole e immagini in un linguaggio unico.

Parallelamente agli studi accademici, Giuliana coltiva il canto con determinazione e passione. Ottiene la certificazione come vocal coach e inizia a insegnare canto pop, diventando un punto di riferimento per molti giovani allievi. Non è però solo docente: negli ultimi anni ha calcato palchi in Italia e all’estero, partecipando anche a progetti internazionali come lo scambio culturale in Corea del Sud, dove ha portato la sua voce e la sua visione artistica fuori dai confini nazionali【Ottiche Parallele Magazine】.

Il suo esordio discografico ufficiale risale al 2024 con un primo singolo indipendente, ma è con Un po’ Monet che si afferma definitivamente come voce originale del pop elettronico italiano, capace di raccontare la fragilità e la forza di una generazione in cerca di sé stessa.

“Un po’ Monet”: ballare sulle ceneri per rinascere

Un po’ Monet è un brano che nasce da una ferita, ma si trasforma in un inno di rinascita personale e libertà emotiva. Come spiega la stessa Giuliana, il pezzo è stato scritto durante un periodo di grande fragilità, in cui si è trovata a ricostruire sé stessa dopo una relazione tossica. Il titolo è un chiaro riferimento all’arte impressionista: «Mi sentivo come un quadro di Monet: bella all’apparenza, ma totalmente sfocata dentro» – ha raccontato a Infomessina.it.

Il messaggio è potente: è possibile perdersi, cadere e sentirsi annientati, ma anche rinascere, con nuove consapevolezze e una rinnovata leggerezza. In questa trasformazione, la musica diventa un mezzo per ballare sulle ceneri di ciò che è stato e riconnettersi con il proprio centro.

A livello sonoro, il brano si muove tra pop elettronico, ritmi ipnotici e un’atmosfera fluttuante che richiama proprio le pennellate indefinite dell’Impressionismo. Il beat è pulsante, il tappeto sonoro crea uno spazio sospeso in cui voce e arrangiamento si rincorrono, trasportando l’ascoltatore in un’esperienza sensoriale e catartica.

È un pezzo che parla di dolore, sì, ma anche di dignità. Di consapevolezza. E soprattutto di libertà.

Un team d’eccellenza dietro le quinte

A rafforzare la potenza emotiva e sonora di Un po’ Monet c’è un team artistico e produttivo di altissimo livello. Il brano è stato prodotto e co-scritto da Luca Napolitano, noto al grande pubblico per la sua partecipazione e il podio ad Amici 8, oggi affermato autore e produttore. La direzione artistica è firmata da Gianni Testa, figura centrale nel panorama discografico italiano, già al lavoro con numerosi giovani talenti e fondatore di Joseba Publishing, etichetta che cura l’intero progetto.

Il singolo è stato pubblicato con la distribuzione di Virgin Music Group, realtà internazionale del gruppo Universal, che garantisce una presenza solida sulle principali piattaforme digitali e un posizionamento strategico nel mercato pop indipendente.

Questo connubio tra talento emergente e professionisti esperti conferisce a Un po’ Monet una qualità sonora professionale, curata nei minimi dettagli, senza però snaturare la sincerità e l’autenticità espressiva di Giuliana. Il risultato è un prodotto coerente, potente, che rispecchia la personalità dell’artista e la sua capacità di trasformare esperienze personali in musica che parla a tutti.

Una voce nuova che merita ascolto

Con Un po’ Monet, Giuliana Triscari si afferma come una delle voci più autentiche e consapevoli della nuova scena musicale siciliana. La sua capacità di trasformare un’esperienza personale in un racconto universale, arricchito da suoni elettronici e da un’estetica raffinata, è il segno di una maturità artistica rara in un’esordiente. Ma soprattutto, Giuliana dimostra che si può fare arte partendo dalla propria verità, senza filtri e senza compromessi.

In un mondo musicale spesso dominato da logiche di mercato, Un po’ Monet è una piccola rivoluzione gentile. Un invito a guardarsi dentro, a lasciarsi andare, a riscrivere la propria storia.
E allora, se anche tu senti il bisogno di ballare sulle ceneri di ciò che non serve più, ascolta il brano, condividilo, segui Giuliana e fai parte di questo viaggio.

Perché ogni artista ha bisogno di qualcuno che creda in lei. E ogni città ha bisogno di voci come la sua.